Ordinando le uscite, ieri sera sono stata al teatro alla Maison des Métallos,una lettura di commedia francese interessantissima: Le torticolis de la girafe de Carine Lacroix. Naturalmente alcune battute le ho perse, ma ho arricchito il vocabolario ascoltando la loro pronuncia perfetta, ben scandita,accompagnata dalla forte espressività del viso.
Stamattina, data la permanenza occasionale del sole,
non ho preso la metro e sono andata a curiosare per
le iniziative della festa delle donne, che qui per fortuna
non è solo a base di mimose.

Ogni quartiere ha una sede di amministrazione e cercando l'esposizione di Tatiana Timofeeva,mi sono ritrovata dentro un ufficio. Pensate arte e amministrazione insieme?? Facevo la fila per le tele,mentre le famiglie facevano la fila con i bambini.



Camminando un'altra meraviglia, oltre
alle immense librerie che si aprono ad ogni angolo che cibano
i ragazzi di poesia, ho trovato un muro con mille foto appiccicate sopra, ecco svelato il mistero: http://www.gabrielburet.com/.

La prossima tappa era un esposizione di Johann Soussi, Retour dans le métro pariesien
e anche lì sorpresa delle sorprese mi sono ritrovata dentro ad un café a tutti gli effetti,il Café Rouge, vi spiego niente era scisso, non c'era una sala
a parte per l'esposizione, anche cultura e culinaria vanno d'amore e d'accordo.

Il pomeriggio mi sono recata all'esposizione di Izis, Paris des rêves. Ingresso gratuito, presente fino a maggio... chi passa per di qua deve assolutamente visitarla. Scorci di Parigi che si aprono e si chiudono,poesie unite all'immagini, racconti che parlano di altri racconti.
Fotografo esponente della fotografia umanista, insomma tocca al cuore
e per chi ci soffre, come la sottoscritta, la sindrome di Stendhal diventa una routine quotidiana a Paris, anche se lui l'ha scoperta andando in Italia!
Uscendo dall'esposizione, state attenti ai cartelli fuori perché fanno parte dell'esposizione Paris 150 ans d'immigration fino al 12 aprile. Un percorso interessante in contatto
diretto con l'ambiente urbano.


Ah dimenticavo, da visitare assolutamente l'esposizione di Charley Toorop, Jan Dibbets et Sturtevant, ma attenzione al treno dell'orrore!

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