martedì 9 febbraio 2010

Contraste

Finalmente a Parigi e come tutti i viaggiatori all'avventura,
cerchiamo casa (ho dimenticato da quanto!):
c'est très difficile! Tutti ci ricordano e ci rincuorano,
ma da qualche parte dovrà pur arrivare una soluzione?



venerdì 25 dicembre 2009

Spazio autogestito La Fabbrica, Ragusa



Il 23 dicembre, in giro per il centro di Ragusa,
il centro sociale La Fabbrica manifesta contro
il suo sgombero avvenuto il 15 dicembre scorso.


Chi di noi oggi si rende conto dove stia andando
a finire la povere Italia non deve star seduto a
guardare il digitale terrestre, perché da un po'
di tempo a questa parte la parola d'ordine sta
diventando repressione contro ogni minimo motivo
di sommossa. Numerosi centri sociali sono stati
sgomberati in Italia nel giro di un anno,
l'ultimo a Udine il 10 dicembre.
La chiusura del centro sociale La Fabbrica di Ragusa,
vissuto appena due mesi, fa parte di un movimento
nazionale e non locale.
A Ragusa i giovani richiedevano soltanto un punto
d'incontro, di confronto, uno spazio che oltre a
rivitalizzare il centro storico della città,
accoglieva numerose iniziate proposte direttamente
da chi ne voleva far parte. Progetti, idee portate
avanti da giovani, che oggi sembrano essere
emarginati dalla società. Giovani visti solo come
strumenti per diffondere il precariato , a cui è
negato un lavoro, e a cui viene rimproverato se
sono costretti a fuggire all'estero per inseguire
chimere di sogni del proprio futuro. Fenomeno che
fa capo all'ormai mitologica "fuga dei cervelli".
Il malcontendo dei giovani, dei disoccupati, degli
studenti è un'unica lotta ben più profonda della
crisi economica, dato che discutiamo di crisi sociale
che lo Stato alimenta ogni giorno.
Non ha importanza essere comunisti, anarchici o di sinistra,
occorre solo collaborare per dare dignità alle nostre vite
e quindi al nostro paese.

martedì 22 dicembre 2009

Giovanni Impastato


Attualmente sono a Ragusa per le brevi festività concesse, e finalmente ho trovato il tempo di scrivere di una conferenza a cui ho partecipato, l'11-12-2009, e ve ne voglio rendere partecipi, sistemando i miei appunti:

La conferenza inizia con una citazione di Leonardo Sciascia:
Ad un certo punto la storia si muove in modo straordinario.
Dove soltanto il potere per il potere contava.

Giovanni Impastato, parlerà di chi era Peppino, suo fratello e sopratttutto della sua battaglia. Per spianare al meglio il suo discorso è stato proiettato il giorno precedente il film: I cento passi.
- Questo non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. Piuttosto è un film sull'energia, sulla voglia di costruire, sull'immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo dell'illusione di cambiarlo. Un film sul conflitto famiglaire, sull'amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. Un film su ciò che di buono i ragazzi del '68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all'esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, all loro dolore, alla loro allegra disobbedienza.-
MARCO TULLIO GIORDANA, Cinematografo.

I Cento passi hanno avuto un forte impatto mediatico, ha vinto numerosi premi, ma soprattutto è stato in grado di mediare tra realtà ed esigenze cinematografiche.
Nella storia, la Sicilia è stata sempre terra di resistenza. Tornando indietro, quando nel 1947 si votò per la prima volta, una settimana dopo avvenne la prima strage di Stato a Portella della Ginestra. Furono uccisi 15 contadini. Il movimento contadino lottava contro l'applicazione della legge e non la legge agraria in sé che voleva suddividere le terre. La legge applicata in modo sbagliato, bloccava la fase di rinnovamento.

Siamo alla metà degli anni '60, quando Peppino decise di lottare con i contadini. Aveva visto assassinare suo zio, che altro non era che un mafioso, capo della Cupola. La mafia non è un problema repressivo, ma un problema culturale. Io e mio fratello eravamo tranquilli, al riparo, protetti dalla mafia. A 18 anni, Peppino, fondava un giornale d'idee socialiste.
Peppino era un militante politico, antimafia, ma in particolare un artista, era figlio del suo tempo, delle lotte contro la guerra in Vietnam, delle canzoni di Bob Dylan. Era sensibile, il primo a portare avanti il problema ecologico. Quando guardava le curve delle colline che salivano in città, pensava che erano strade arrese alla mafia, perché non riesci ad avere una visibilità totale.
Ha capito che doveva sfruttare l'arte, i circoli di musica e di culture.
Con la nascita della radio, scopre l'ironia che danneggia i mafiosi molto più di una denuncia.
La radio era un mezzo ascoltato dal popolo.
Nel fil si vede anche Peppino e l'amico Salvo Vitale sul promontorio, discutevano e gli diceva osservando intorno:
Bisogna insegnare alla gente a guardare il paesaggio, a guardare la bellezza prima di farla distruggere dalla mafia.




Il 9-05-'78
Peppino è assassinato e lo Stato infanga il suo nome.
Il cadavere è scoperto la stessa mattina del cadavere di Aldo Moro e subito associato ad un terrorosta saltato in aria o suicida. La famiglia non perde tempo e denuncia il delitto.
Anche gli nvestigatori accorsi avevano portato avanti solo un opera di depistaggio.
La famiglia richiedeva la verità storica e giudiziaria. Abbiamo vissuto in n paese dove non c'è stata legalità. Oggi chi ha operato nel depistaggio ha una splendida carriera. I primi mandati ad indagare sono stati tutti uccisi: Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Signorino, Falcone. Agli investigatori si è sostituita la famiglia.
Oggi non esiste il concetto di legalità.
Legalità non è il rispetto delle leggi, ma il rispetto della dignità umana e le leggi che non lo fanno si devono contrastare con tutti i mezzi democratici che abbiamo a disposizione.
I politici di oggi sono i farisei di ieri
.
Oggi si deve comprendere che la mafia è un problema globale, neoliberista e sta approfittando dell'atto di privatizzazione.
PRIVATIZZAZIONE: SCUOLA-ACQUA-SANITA procurano 150000000000€ alla mafia. Tutto a causa dei processi di globalizzazione. Il 20% si deve appropriare delle risorse del 80%. I summit sono inutili, si spende 12 volte di più per amarsi che per sfamarsi. 860000000 persone soffrono la fame.
Cosanostra rispetto alle altre mafie non è un antistato.
Le sue attività riguardano l'uso del denaro pubblico. L'atto del riciclaggio e della privatizzazione è con lo stato. Oggi tentano di confonderci le idee, dobbiamo stare attenti ai revisionismi storici. Cerchiamo di tenere come punto di riferimento la costituzione italiana.
Noi non abbiamo pianto i nostri morti per niente. Dobbiamo andare allo scontro politico, nella nostra storia. Nella ricerca della verità giudiziaria. Abbiamo ottenuto processi, una commissione antimafia che stanno bloccando. Occorre agire dal basso. Una lotta quotidiana unica. La legge 109 sulla confisca dei beni è stata approvata grazie ad una petizione popolare. Occorre lottare non solo contro il Lodo Alfano, il processo breve, l'immunità parlamentare.
Nella riforma giudiziaria il problema non è il presidente del consiglio, ma la ricostruzione di un tessuto sociale assente.


lunedì 7 dicembre 2009

M'illumino d'immenso









Una gita, uno stacco da Urbino,
dall'ISIA, dalle sue lezioni

frontali e pratiche.
Un pomeriggio a Candelara

Rimembri ancor



Giorni di vacanza, giorni di festa,
ripenso al triennio trascorso
e riguardo lavori che ancora mi emozionano
quando li rivedo.



Un sedicesimo, un racconto sulla paura
dell'Abbandono che avevo inviato al concorso di Bordano.
Ecco un estratto:
Cerca la porta,
è aperta,
corre,
va verso un'altra stanza,
corre,
verso un altro cuore,
corre,
non può più rimanere sola.
Quattro pareti non sono abbastanza.



Ho ritrovato anche questo progetto di fotografia
sul ritratto. Tutto in analogico.
Sono partita dallo studio della veletta,
comunemente usata in Sicilia.
Il velo è un oggetto usato sia nei matrimoni
che nei funerali; serve a nascondere e a svelare.


lunedì 16 novembre 2009

Digitale Terrestre

Siamo spiacenti per l'interruzione delle trasmissioni.
La televisione italiana è stata censurata.



Se non vi rifornite di digitale terrestre,
dovrete vivere il resto dei vostri giorni senza spettacolo.

domenica 15 novembre 2009

Annunciazione

Vittima della malasanità o vittima del tuo stesso destino?
Quattro mesi sono trascorsi oggi e non sei stato il primo,
e non sarai l'ultimo.
Quante morti ancora dobbiamo addossarci senza senso?



Grasse risate
lunghe serate baffute
hanno segnato le estati
di notti,
canzoni,
barzellette.

Dolce passato
corretto
in amaro.